Uso dei Giga in Italia

Gli italiani consumano 33 GB al mese, l'83% delle offerte è inutilizzato

Pubblicato il 03 agosto 2026

Nel mercato mobile italiano il prodotto più abbondante è anche quello che, nella maggior parte dei casi, non viene consumato. Gli operatori continuano a riempire le offerte con centinaia di Giga, ma l'utilizzo effettivo delle SIM rimane molto più basso.

Secondo il nuovo Osservatorio sulle Comunicazioni di AGCOM, nel primo trimestre del 2026 ogni SIM "Human" che ha generato traffico dati ha consumato mediamente 1,10 GB al giorno. Moltiplicando il dato per 30 giorni si ottiene un utilizzo mensile di circa 33 GB.

L'Osservatorio Prezzi Mobile di Confrontly rileva invece che, a luglio 2026, le 90 offerte analizzate includono mediamente 195,39 GB al mese, a fronte di un canone di 9,11 euro.

Il confronto produce una fotografia piuttosto eloquente: l'offerta media mette a disposizione quasi sei volte il traffico realmente consumato. La distanza tra i due valori supera i 162 GB mensili, pari a circa l'83% del pacchetto disponibile.

In altre parole, per ogni 100 Giga messi sul piatto dagli operatori, gli italiani ne consumano mediamente appena 17.

Un'offerta potrebbe durare quasi sei mesi

Per comprendere meglio la sproporzione, si può immaginare per un momento che i Giga non scadano alla fine del mese, ma possano essere conservati. Con un consumo di 1,10 GB al giorno, i 195,39 GB inclusi nell'offerta media sarebbero sufficienti per circa 178 giorni, poco meno di sei mesi. Il cliente medio, quindi, potrebbe teoricamente pagare un solo rinnovo a gennaio e continuare a utilizzare quel traffico fino alla fine di giugno.

Naturalmente le offerte mobile non funzionano così: salvo alcune eccezioni, il plafond si rinnova e gli eventuali Giga residui vengono azzerati. Il paragone aiuta però a mostrare quanto sia diventata ampia la distanza tra il consumo reale e la quantità pubblicizzata.

La sproporzione è ancora maggiore nel 5G. Le 58 offerte di questa categoria rilevate da Confrontly includono mediamente 222,76 GB, al prezzo di 9,76 euro. Al ritmo indicato da AGCOM, un simile pacchetto durerebbe oltre 202 giorni, quasi sette mesi.

Anche il più modesto 4G rimane decisamente sovradimensionato: le 32 offerte analizzate comprendono in media 145,78 GB al mese. Dopo averne consumati 33, ne resterebbero ancora quasi 113, equivalenti al 77% del totale.

L'83% non misura i Giga sprecati da ogni singolo cliente

Il confronto richiede una precisazione importante. AGCOM e Confrontly non stanno osservando esattamente lo stesso insieme di utenze.

AGCOM calcola il consumo delle circa 61,3 milioni di SIM Human che hanno effettivamente generato traffico dati nel primo trimestre del 2026. Non vengono quindi incluse nel calcolo tutte le SIM esistenti, ma soltanto quelle utilizzate per collegarsi a Internet.

Confrontly, invece, fotografa le offerte disponibili sul mercato per nuove attivazioni e portabilità. Dal calcolo vengono escluse le tariffe con Giga illimitati, le promozioni convergenti riservate ai clienti della rete fissa e le proposte con valori più estremi.

Non si può quindi concludere che ogni cliente italiano possieda 195 GB e ne lasci inutilizzato esattamente l'83%. Alcune persone hanno ancora vecchie offerte da 20, 30 o 50 GB, mentre altre utilizzano centinaia di Giga attraverso hotspot, streaming video, giochi, aggiornamenti e backup sul cloud. L'83% rappresenta piuttosto un divario medio teorico tra ciò che il mercato vende oggi e ciò che gli italiani consumano realmente. Ed è proprio questo divario a raccontare come siano cambiate le offerte mobili.

I consumi sono quasi raddoppiati, ma i Giga corrono ancora più avanti

Non significa che gli italiani utilizzino poco Internet, infatti il traffico mobile sta crescendo a ritmi molto sostenuti e per calcolare ciò prendiamo qualche dato come, per esempio, marzo 2022 quando il consumo medio giornaliero era di 0,58 GB per SIM, equivalente a circa 17,4 GB al mese, confrontiamolo con marzo 2026, nel quale si raggiungono 1,10 GB al giorno e abbiamo un aumento dell'88,5% in quattro anni; se invece confrontiamo anno su anno, quindi rispetto al solo 2025, la crescita è stata del 19,3%.

Se questa velocità rimanesse costante e le offerte si fermassero agli attuali 195 GB, sarebbero necessari all'incirca dieci anni perché il consumo medio raggiungesse il pacchetto venduto oggi. Si tratta evidentemente di un esercizio teorico, perché nel frattempo cambieranno reti, servizi e abitudini, ma restituisce bene la dimensione dello scarto.

Anche le offerte, infatti, continuano a diventare più ricche infatti nel luglio 2024 il pacchetto medio rilevato da Confrontly comprendeva 177,25 GB e appena due anni dopo siamo arrivati a 195,39 GB, con una crescita superiore al 10%. Nello stesso periodo il prezzo medio è sceso da 9,71 a 9,11 euro. Gli operatori stanno quindi offrendo circa 18 GB in più, chiedendo mediamente 60 centesimi in meno.

Sul 5G il cambiamento è ancora più netto, essendo una tecnologia relativamente giovane, infatti tra luglio 2024 e luglio 2026 i Giga medi sono saliti da 194,11 a 222,76, mentre il prezzo è diminuito da 11,23 a 9,76 euro. Il pacchetto è cresciuto di quasi il 15%, ma il canone si è ridotto di oltre il 13%.

Perché gli operatori regalano così tanti Giga

I Giga non sono un bene immagazzinato in un deposito, un operatore non acquista 200 GB, li mette da parte per ogni cliente e recupera quelli rimasti inutilizzati alla fine del mese; il plafond indica soltanto la quantità massima di traffico che la SIM è autorizzata a generare. Finché la maggior parte degli utenti rimane molto lontana dalla soglia, aumentare il numero scritto nell'offerta può avere un costo limitato, per gli operatori il costo reale emerge quando il traffico viene effettivamente prodotto, soprattutto nelle ore e nelle zone in cui la rete è più congestionata.

Questo rende i Giga uno strumento commerciale particolarmente efficace: 200 GB sembrano molto più generosi di 50 GB, ma se il cliente ne consuma comunque 33, la differenza resta quasi interamente sulla carta. Eppure chiunque di noi è disposto a spendere 50 centesimi in più per passare da 50 a 200, ma per farci cosa?

Dopo che minuti e SMS sono diventati illimitati, inoltre, agli operatori sono rimasti pochi numeri semplici da utilizzare nelle pubblicità: il prezzo è immediato, ma ridurlo erode direttamente i ricavi, velocità e copertura sono importanti, però dipendono dalla zona e sono più difficili da riassumere, invece i Giga permettono di costruire una promessa facile da comprendere (più alto è il numero, più ricca sembra l'offerta).

La concorrenza ha così generato una specie di buffet mobile nel quale ogni operatore aggiunge qualcosa al vassoio, anche sapendo che pochi clienti arriveranno fino in fondo.

Più traffico non significa più ricavi

I numeri AGCOM mostrano anche un secondo paradosso, cioè tra il 2021 e il 2025 le risorse generate dalla rete mobile sono diminuite dell'11,4%, nonostante il traffico per SIM sia quasi raddoppiato rispetto al 2022.

Gli italiani utilizzano quindi molti più dati, ma il settore non incassa automaticamente di più. La pressione competitiva ha progressivamente ridotto il prezzo di ogni GB e ha trasformato grandi quantità di traffico in una caratteristica ormai ordinaria anche per le offerte sotto i 10 euro.

Il dato Confrontly lo rende evidente: il rapporto medio tra prezzo e traffico incluso è sceso a circa 5 centesimi per GB, e nel 5G si ferma a 4 centesimi. Si tratta di valori teorici calcolati sull'intero pacchetto; il costo effettivo di ogni GB utilizzato dal cliente medio è molto più alto, proprio perché gran parte del plafond non viene consumata.

Con un'offerta da 9,11 euro e un utilizzo di 33 GB, la spesa effettiva è di circa 28 centesimi per ogni GB realmente utilizzato, quindi il prezzo commerciale di 5 centesimi esiste soltanto per chi riesce a consumare quasi tutto il pacchetto.

La quantità di Giga non è più il criterio decisivo

Per molti clienti, scegliere tra un'offerta da 150 e una da 250 GB non produce alcuna differenza concreta, se il consumo personale si ferma a 30 o 40 GB, entrambi i pacchetti offrono già un margine enorme.

Diventano più importanti altri elementi: il prezzo mensile, la copertura nella propria zona, l'accesso al 5G, eventuali limiti di velocità, i Giga utilizzabili in roaming nell'Unione europea, il costo di attivazione, la disponibilità dell'eSIM e il rischio di successive rimodulazioni.

Prima di cambiare offerta conviene controllare dalle impostazioni dello smartphone quanto traffico è stato utilizzato negli ultimi mesi. Non serve scegliere il plafond più grande disponibile: è sufficiente mantenere un margine ragionevole rispetto ai propri picchi di consumo.

I dati raccontano quindi un mercato nel quale i Giga continuano ad aumentare, ma hanno perso parte del loro valore come strumento di confronto. Quando l'offerta media contiene quasi sei volte ciò che viene consumato, aggiungerne altri 50 non cambia il servizio per la maggior parte delle persone, cambia soltanto il numero stampato sulla confezione.

Aggiornato il 03 agosto 2026