Soglia psicologica dei 5 € per le offerte mobile

Le offerte tornano ai prezzi del 2018, ma con oltre 200 GB

Pubblicato il 04 agosto 2026

Otto anni dopo l'arrivo di Iliad, il mercato mobile italiano è tornato a combattere intorno a una cifra che sembrava appartenere a un'altra epoca: 4,99 euro al mese. Il prezzo è rimasto lo stesso, ma nel frattempo la quantità di traffico inclusa ha preso l'ascensore e pare essersi dimenticata di scendere.

Nelle ultime ore WindTre ha rilanciato una campagna winback che offre 220 GB in 5G, minuti illimitati e 100 SMS a 4,99 euro al mese, con SIM e attivazione gratuite. Feder Mobile propone invece 120 GB allo stesso prezzo, Optima si ferma a 100 GB chiedendo 4,95 euro, CoopVoce offre 30 GB a 4,90 euro e Kena, sempre per 4,99 euro, ne include appena 10.

Il mercato sembra quindi essersi accordato sul prezzo, ma non su ciò che debba esserci dentro: con la stessa banconota mensile si possono acquistare da 10 a 220 GB, una differenza di ventidue volte. È come entrare in cinque ristoranti, ordinare ovunque il menu da 5 euro e ricevere, a seconda della porta scelta, un tramezzino oppure il buffet di un matrimonio.

La vera notizia, però, non è soltanto il ritorno delle offerte mobile sotto i 5 euro, perché il confronto con lo storico rivela qualcosa di ancora più sorprendente: il prezzo medio del mercato è praticamente tornato al punto di partenza del 2018, mentre i Giga inclusi sono diventati più di dieci volte tanti.

Nel 2018 si pagavano 9,11 euro per 19 GB, oggi per oltre 195

Nell'estate del 2018 l'arrivo di Iliad e la risposta di ho. mobile cambiarono improvvisamente le regole del mercato. Una rilevazione di SosTariffe pubblicata all'epoca indicava che, dopo i primi due mesi della nuova battaglia low cost, il costo medio delle offerte era sceso da 12,41 a 9,11 euro al mese, mentre il traffico incluso era salito da 12 a 19 GB.

Passano otto anni e l'Osservatorio Prezzi Mobile di Confrontly, aggiornato a luglio 2026, rileva una media di 9,11 euro al mese per 195,39 GB. Il prezzo nominale coincide addirittura al centesimo, anche se le due rilevazioni utilizzano campioni e metodologie differenti e non devono quindi essere considerate una serie storica perfettamente omogenea.

La coincidenza rimane comunque molto significativa: nel 2018 con 9,11 euro si acquistavano mediamente 19 GB, oggi se ne ottengono oltre 195, cioè più di dieci volte tanto. Di conseguenza, il costo teorico di un singolo Giga è crollato da circa 48 a meno di 5 centesimi, con una riduzione superiore al 90%.

A rendere il confronto ancora più favorevole al 2026 c'è l'inflazione, perché 9,11 euro di oggi hanno un potere d'acquisto inferiore rispetto alla stessa cifra del 2018. In termini reali, quindi, la telefonia mobile costa meno, comprende molti più dati e permette di utilizzare una rete che all'epoca era ancora quasi interamente basata sul 4G.

Nel 2018 4,99 euro compravano 50 GB, oggi si arriva a 220

La soglia dei 4,99 euro non è nuova e uno degli esempi più famosi risale al novembre 2018, quando ho. mobile lanciò 50 GB a 4,99 euro per chi proveniva da Iliad e da alcuni operatori virtuali. L'offerta utilizzava il 4G Vodafone, ma con una velocità limitata a 30 Mbps, e richiedeva 9 euro per l'attivazione.

Oggi la nuova campagna winback di WindTre propone, sempre a 4,99 euro, 220 GB in 5G con una velocità massima stimata fino a 2 Gbps. A parità di prezzo, i Giga sono aumentati del 340%, passando da 50 a 220, mentre la velocità teorica è cresciuta enormemente.

Anche il prezzo per Giga racconta bene il cambiamento: l'offerta ho. del 2018 chiedeva teoricamente circa 10 centesimi per ogni GB incluso, mentre WindTre è scesa poco sopra i 2 centesimi. Il canone è rimasto congelato, ma il pacchetto è diventato più di quattro volte più grande.

Questa generosità ha però un requisito piuttosto selettivo: WindTre GO 220 XXS 5G non può essere attivata da chiunque, perché viene proposta tramite SMS soltanto ad alcuni ex clienti che avevano autorizzato le comunicazioni commerciali. Per ottenerla bisogna ricevere l'invito e riportare in WindTre proprio il numero al quale è arrivato il messaggio.

Il prezzo da 4,99 euro non è quindi quello attribuito normalmente a 220 GB, ma il valore che l'operatore è disposto a riconoscere per recuperare un cliente già conosciuto e finito nel giardino del vicino.

Lo stesso prezzo può comprare da 10 a 220 GB

Il confronto tra le offerte attualmente disponibili rende evidente quanto il canone mensile non sia più sufficiente per comprendere il valore di una tariffa.

Feder Mobile, per esempio, ha lanciato Flash Summer 120 Giga con minuti illimitati, 50 SMS e 120 GB in 4G a 4,99 euro. In questo caso l'offerta è aperta sia a chi richiede un nuovo numero sia a chi effettua la portabilità da qualsiasi operatore e, attivandola online entro la fine di agosto, si riceve anche una seconda SIM; la spesa iniziale è di 9,90 euro e comprende primo mese, attivazione, scheda e spedizione.

La Super Mobile Smart di Optima costa ancora meno, 4,95 euro, e include 100 GB, minuti illimitati e 200 SMS. Può essere attivata con portabilità da qualsiasi operatore oppure richiedendo un nuovo numero, ma al prezzo base la navigazione rimane in 4G fino a 60 Mbps; per avere il 5G fino a 1 Gbps bisogna aggiungere 1,95 euro al mese, portando il canone complessivo a 6,90 euro. La SIM acquistata online costa inoltre 9,90 euro, per una prima spesa complessiva di 14,85 euro.

CoopVoce percorre una strada ancora diversa con Smart 30, che fino al 5 agosto offre 30 GB in 4G, minuti illimitati e 200 SMS a 4,90 euro. I Giga sono molti meno, ma possono essere utilizzati integralmente anche nell'Unione europea e nel Regno Unito, il prezzo viene presentato come garantito nel tempo e, per chi effettua la portabilità, attivazione e primo mese sono gratuiti.

Infine c'è la Kena 4,99 Voce 10 GB, aperta anche ai nuovi numeri e a chi proviene da numerosi operatori, che allo stesso prezzo di WindTre include appena 10 GB, oltre a minuti illimitati e 200 SMS. Non è necessariamente un'offerta priva di senso, perché può essere adatta a chi utilizza poco Internet e vuole soprattutto telefonare, ma dimostra che 4,99 euro non identificano una categoria di prodotto: sono soltanto una soglia commerciale sotto la quale possono convivere pacchetti completamente diversi.

I 5 euro sono una vetrina, non il nuovo prezzo medio

Vedendo moltiplicarsi queste proposte si potrebbe pensare che il prezzo normale di una SIM sia ormai sceso intorno ai 5 euro, ma i numeri dell'Osservatorio Confrontly raccontano una realtà più complessa.

A luglio 2026 il canone medio delle 90 offerte analizzate è pari a 9,11 euro, quasi il doppio rispetto alle tariffe più aggressive. Un'offerta da 4,99 euro costa quindi il 45% in meno della media e permette, almeno sulla carta, di risparmiare circa 49 euro in un anno.

Il dato ancora più interessante emerge dal confronto con luglio 2025, quando il prezzo medio era di 8,56 euro: nell'ultimo anno il mercato è diventato più ricco di offerte da 5 euro, eppure il costo medio è aumentato del 6,4%. I Giga inclusi sono cresciuti da 176,59 a 195,39, quindi di circa l'11%, ma non siamo davanti a un crollo generalizzato dei canoni.

L'Osservatorio esclude inoltre dal calcolo le offerte più estreme, considerando i valori compresi tra il decimo e il novantesimo percentile, proprio per evitare che una promozione temporanea o accessibile a poche persone deformi la fotografia del mercato. I 4,99 euro sono dunque reali, ma rappresentano la punta più affilata della concorrenza, non il prezzo che qualsiasi cliente può ottenere entrando sul primo sito disponibile.

Anche separando le tecnologie la distanza rimane evidente: il 4G costa mediamente 7,92 euro per circa 146 GB, mentre il 5G arriva a 9,76 euro per quasi 223 GB. La proposta WindTre offre quindi una quantità di traffico vicina alla media del 5G, ma a quasi metà prezzo, confermando che non si tratta di un normale posizionamento di listino.

La tariffa dipende sempre meno da ciò che compri e sempre più da chi sei

La guerra dei 5 euro non è soltanto una gara tra operatori, perché è diventata soprattutto una forma molto sofisticata di selezione dei clienti, infatti il prezzo di un'offerta può dipendere dall'operatore di provenienza, dal consenso commerciale lasciato anni prima, dalla ricezione di un SMS, dalla richiesta di un nuovo numero, dal canale utilizzato e persino dalla volontà di pagare con credito residuo oppure con carta o conto corrente.

Due persone che desiderano gli stessi 100 GB possono quindi ricevere prezzi differenti semplicemente perché una arriva da Iliad e l'altra da TIM e allo stesso modo, un cliente fedele che paga 10 euro può scoprire che il suo operatore è disposto a offrirne 220 per 4,99 euro a chi lo aveva abbandonato.

Non è una contraddizione accidentale, ma una precisa strategia commerciale: chi è già cliente genera ricavi senza richiedere particolari incentivi, mentre chi deve essere sottratto a un concorrente riceve condizioni più aggressive. Nel 2018 questa logica si chiamava soprattutto "operator attack"; nel 2026 si è allargata a winback, offerte underground, campagne SMS e pagine online accessibili soltanto da determinati collegamenti. In sostanza, gli operatori non hanno fissato un prezzo per i Giga, ma un prezzo per il cliente che vogliono conquistare.

Perché 220 GB possono costare soltanto 4,99 euro

Per comprendere come possa essere sostenibile offrire oltre 200 GB a meno di 5 euro bisogna ricordare che i Giga non sono pacchi già acquistati e conservati in magazzino. Il loro costo per l'operatore dipende da quanto traffico viene realmente generato, dove viene prodotto e in quali orari la rete deve sopportarlo.

Secondo gli ultimi dati AGCOM, ogni SIM che genera traffico consuma mediamente circa 33 GB al mese, mentre l'offerta media rilevata da Confrontly ne comprende più di 195. Se applicassimo lo stesso consumo alla tariffa WindTre da 220 GB, il cliente ne utilizzerebbe soltanto il 15%, lasciando intatto il restante 85%.

Per l'operatore è quindi possibile stampare 220 GB sull'etichetta sapendo che buona parte degli utenti non arriverà neppure vicino al limite. Il numero è commercialmente molto potente, ma il costo effettivo rimane legato ai 20, 30 o 40 GB realmente consumati dalla maggioranza dei clienti.

È anche per questo che i Giga sono diventati la valuta preferita della concorrenza: aggiungerne altri 50 rende l'offerta visivamente più ricca, mentre ridurre il canone di un euro produce una perdita certa su ogni rinnovo. Con pacchetti già enormemente superiori ai consumi medi, la generosità può crescere soprattutto sulla carta.

Anche il 5G da 5 euro va letto con attenzione

La presenza del logo 5G non garantisce automaticamente la stessa esperienza. WindTre GO 220 XXS 5G permette una velocità massima stimata fino a 2 Gbps, mentre altre offerte economiche possono utilizzare il 5G con un limite di 30 Mbps, una velocità simile a quella imposta da ho. mobile nel 2018 sulle proprie tariffe 4G Basic.

Optima, invece, parte dal 4G a 60 Mbps e richiede un'opzione aggiuntiva per sbloccare il 5G. Feder Mobile propone 120 GB a 4,99 euro, ma rimane in 4G, mentre CoopVoce compensa il pacchetto più piccolo consentendo di utilizzare tutti i 30 GB anche in roaming europeo.

Prima di lasciarsi conquistare dal prezzo diventano quindi decisivi elementi che spesso occupano caratteri molto più piccoli nella pagina: velocità massima, rete utilizzata, copertura nella propria zona, Giga disponibili all'estero, costo della SIM, servizi inclusi, condizioni in caso di credito insufficiente e possibilità di successive rimodulazioni.

Anche la spesa iniziale può cambiare il risultato. Optima pubblicizza un canone di 4,95 euro, ma considerando i 9,90 euro della SIM il costo effettivo del primo anno sale a 69,30 euro, equivalente a circa 5,78 euro al mese. Feder Mobile arriva a circa 64,79 euro nel primo anno, mentre la versione WindTre con credito residuo, SIM e attivazione gratuite resta a 59,88 euro; quest'ultima, però, è anche la più difficile da ottenere.

La nuova guerra non stabilirà quanto costa una SIM, ma chi può pagarla meno

Il ritorno delle offerte intorno ai 5 euro è una buona notizia per i consumatori, perché dimostra che il mercato conserva ancora una forte pressione competitiva e che persino un operatore infrastrutturato può scendere a prezzi normalmente associati ai virtuali.

Non significa però che le tariffe siano tornate indistintamente ai livelli del 2018. Il prezzo medio è sì identico ai 9,11 euro rilevati allora, ma rispetto all'anno scorso è aumentato e le proposte più convenienti rimangono spesso circondate da recinti: bisogna provenire dall'operatore giusto, essere un ex cliente selezionato, ricevere l'SMS corretto oppure rinunciare alla massima velocità.

In compenso, il valore tecnico di ciò che viene offerto è cambiato radicalmente. Nel 2018 la rivoluzione erano 50 GB in 4G a 4,99 euro; nel 2026, con la stessa cifra, si può arrivare a 220 GB in 5G. Il prezzo è rimasto fermo, i Giga si sono moltiplicati e il costo teorico del traffico è quasi evaporato.

La nuova battaglia mobile, quindi, non si gioca davvero sul cartellino da 4,99 euro, ormai diventato quasi un'uniforme. Si gioca sulle condizioni scritte intorno a quel numero e, soprattutto, su una domanda molto semplice: chi è autorizzato a pagarlo?

Aggiornato il 04 agosto 2026